lunedì 17 maggio 2010

Dalla Provincia di Chieti nuovo impulso allo sviluppo della Marrucina

Grazie a un emendamento presentato dal consigliere Fabrizio Montepara (Pdl), la Provincia di Chieti ha recuperato nel Piano generale di sviluppo le linee guida del progetto per la costituzione di una Società di trasformazione urbana (Stu) lungo l'asse della Marrucina, che da Guardiagrele conduce a Ortona. Si tratta di un protocollo d'intesa siglato nel 2002 da numerosi enti, tra i quali la stessa Provincia, l'Unione dei Comuni della Marrucina, i Comuni di Guardiagrele e Ortona, oltre ai consorzi di sviluppo industriale Sangro e Chieti-Pescara, il Distretto industriale Maiella Orientale, l'Ater e la Ferrovia Adriatico Sangritana.
«L'obiettivo generale del protocollo - spiega Montepara - è la "rigenerazione territoriale" della Marrucina, attraverso vari interventi: la valorizzazione dei sistemi produttivi locali - di tipo agricolo e industriale -, la promozione del terziario avanzato e del turismo, la cura del paesaggio e dell'ambiente (anche riqualificando la cava di pietra di Rapino), favorire un rapido collegamento tra mare e monti, tra la costa e i bacini sciistici».
Durante l'approvazione in Consiglio provinciale l'emendamento di Montepara si è coordinato con quello del collega Angelo Orlando per la redazione del «contratto di fiume», un progetto che dovrà essere redatto dal settore Urbanistica della Provincia di Chieti per la riqualificazione dei bacini fluviali e dei relativi territori di media, bassa e alta collina presenti nel territorio provinciale.

sabato 20 febbraio 2010

Nasce in Abruzzo il Coordinamento regionale della Res Tipica

Progetto dell'Anci con le Associazioni delle Città di identità italiane

Tutelare l’enorme patrimonio ambientale, culturale, turistico, storico-urbanistico, architettonico ed enogastronomico del sistema delle Autonomie Locali dell'Abruzzo; far conoscere la ricchezza dei paesaggi e le qualità dei territori; lavorare per la creazione, in prospettiva, di un marchio delle tipicità abruzzesi: sono alcuni obiettivi del progetto Anci Res Tipica che nasce ufficialmente in Abruzzo con la costituzione del Coordinamento regionale e la partecipazione di un centinaio di Comuni.
Lunedì 22 febbraio 2010, alle ore 10 nella Sala Consiliare del Palazzo della Provincia di Chieti, in corso Marrucin0 97, si svolgerà l'Assemblea regionale dell'Associazione Res Tipica, convocata da Fabrizio Montepara - consigliere della Provincia di Chieti delegato dalle Città del Vino alla gestione del progetto Res Tipica nazionale - e dal presidente regionale dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), Antonio Centi.
Sarà l'occasione per dare una struttura operativa all'Associazione e programmare le attività per il 2010.
«Cercheremo innanzitutto di cogliere le opportunità offerte dai bandi europei per valorizzare al meglio i nostri prodotti - spiega Montepara -. Vogliamo arrivare alla creazione di un marchio delle tipicità abruzzesi o di forme analoghe di caratterizzazione per distinguere e rendere visibili i prodotti dei Comuni delle tipicità abruzzesi. Un marchio "Res Tipica Abruzzo" con un suo regolamento e procedure che garantiscano la qualità e la provenienza».
Al progetto Anci Res Tipica partecipano già numerose associazioni delle Città di identità italiane, dalle Città del Vino a quelle dell'Olio, della Lenticchia, del Miele, del Pane, del Castagno, del Gelato artigianale, del Tartufo, del Bio, del Pesce di mare, dei Borghi più belli d'Italia a numerose altre.

giovedì 16 luglio 2009

A Vittorito (L'Aquila) il Consiglio nazionale delle Città del Vino

Un segnale di attenzione dei Comuni italiani per le aree colpite dal terremoto

La Giunta esecutiva delle «Città del Vino» ha deciso di tenere la prossima riunione del Consiglio nazionale a Vittorito, paese vicino L'Aquila. Vittorito è socio delle Città del Vino ed è tra le località colpite dal terremoto del 6 aprile 2009. La riunione del Consiglio è in programma sabato 18 luglio 2009 dalle ore 10 presso la sede del Municipio.
«E' un segnale di attenzione e vicinanza che, insieme ai 569 enti locali aderenti alle Città del Vino, intendiamo dare alle popolazioni colpite dal sisma - ha affermato Fabrizio Montepara, vice presidente nazionale dell'associazione e consigliere della Provincia di Chieti -. Con la presenza nell'Aquilano vogliamo indicare chiaramente l'esigenza di far ripartire subito la promozione turistica e la valorizzazione dei prodotti gastronomici del territorio. Le istituzioni, locali e nazionali, devono essere vicine, con atti concreti, ai produttori e alle imprese del settore per rimettere in moto al più presto l'economia».
All'ordine del giorno del Consiglio ci sono, tra l'altro, le linee programmatiche del bilancio preventivo 2010, il regolamento sulle denominazioni di origine e sulle norme per l'etichettatura dell'Ocm vino, nonché il protocollo d'intesa con l'Ente nazionale energie rinnovabili (Ener).
Alla riunione sono stati invitati l'assessore regionale all'Agricoltura, Mauro Febbo, e il presidente della Commissione Agricoltura della Regione Abruzzo, Antonio Del Corvo.

sabato 6 giugno 2009

Votiamo i buoni

Ringrazio Antonello Tiracchia, presidente di Nuovo Senso Civico, movimento spontaneo di cittadini abruzzesi, per avermi incluso (a titolo personale) nell'elenco che ha chiamato "VOTIAMO I BUONI", ovvero i candidati alle elezioni provinciali "apertamente e concretamente contrari al declassamento petrolifero della nostra Regione".

Segnalo il sito dell'associazione: www.nuovosensocivico.it


martedì 2 giugno 2009

Centro Oli, i comitati antipetrolio fanno... nomi e cognomi

Brano tratto dal documento «Capitolo verità» sul Centro Oli dell'Eni a Ortona, redatto dai movimenti antipetrolio «Comitato Natura Verde» e «Nuovo Senso Civico»:

[...]

fronte del NO al Centro Oli , a Pozzi e Impianti petroliferi in terra e in mare in ABRUZZO

formato da movimenti popolari antipetrolio, associazioni, Comuni , personalità della cultura, della ricerca, delle professioni, annovera figure di rilevanza pubblica artefici di atti impegnativi contrari al Centro Oli di Ortona e alla trasformazione dell’Abruzzo in Distretto minerario petrolifero,

tra essi si segnalano per doverosa attestazione pubblica di merito tra cui

Carlo Costantini deputato al parlamento 2006 - 2008, consigliere regionale in carica.

  • Pierangelo Paolucci - Costituente di Centro - proprietario renitente” di terreni in contrada Feudo NON venduti all’Eni

candidato consigliere provinciale di Chieti alle elezioni del 6-7 giugno 2009

  • Fabrizio Montepara - PDL - vicepresidente delle Città del Vino fermo oppositore in ogni sede del Centro Oli e del Distretto petrolifero in Abruzzo

candidato consigliere provinciale di Chieti alle elezioni del 6-7 giugno 2009

  • Enrico Gagliano - UDC - presidente dell’ associazione “Impronte”

candidato consigliere provinciale di Teramo alle elezioni del 6-7 giugno 2009

NO al Centro Oli - espresso dai massimi livelli decisionali -

è il risultato di una “intelligente” azione popolare di contrasto , incessante e robusta

6 dicembre 2008 Silvio Berlusconi capo del Governo a Pescara in piazza Salotto

26 gennaio 2009 Gianni Chiodi presidente della Regione - dichiarazioni programmatiche

8 maggio 2009 Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni - lancio di Agenzia

E’ chiaro che il NO al Centro Oli è il no in contrada Feudo , il no al porto petrolifero di Ortona, il no in Abruzzo, il no in mare

E’ chiaro che deve seguire subito un NO definitivo uno Stop del Governo e dell’Eni

in Abruzzo a perforazione di pozzi petroliferi su terraferma, a piattaforme, a impianti off shore,

a trivellazioni in mare

E’ chiaro che

Ø ora “devono cantare le carte”

Ø l’Eni deve retrocedere i terreni a vigneto ai proprietari

Ø i Ministeri competenti, la Regione, la Provincia di Chieti, il Comune di Ortona devono revocare di concerto tutti gli atti più o meno regolari emessi in materia petrolifera

MOVIMENTI ANTIPETROLIO:
ComitatoNaturaVerde NuovoSensoCivico

lunedì 25 maggio 2009

Una Provincia di Chieti più moderna, più utile, più vicina a te. Costruiamola insieme


Mi chiamo Fabrizio MONTEPARA, sono nato nel 1959, geometra, sposato, ho quattro figli.
Sono consigliere della Provincia di Chieti nel gruppo del POPOLO DELLA LIBERTA' e vice presidente nazionale dell'Associazione «Città del Vino».

Sono stato assessore, vice sindaco e sindaco di Orsogna, coordinatore regionale dei piccoli Comuni dell'Associazione nazionale Comuni italiani. Sempre per l'Anci, sono ora coordinatore regionale delle Unioni di Comuni. Ho fondato, presieduto e sono vice presidente dell'Unione dei Comuni della Marrucina.
Prima di diventare vice presidente nazionale dell’Associazione «Città del Vino», sono stato coordinatore regionale. Sono stato tra i primi a schierarsi nella battaglia (vinta) contro la realizzazione del Centro (Petr)Oli a Ortona. Sono coordinatore per l'Italia Centrale dell'associazione Res Tipica.

Turismo, agricoltura e prodotti di qualità, rispetto dell'ambiente, tutela del paesaggio e dell'identità culturale, valorizzazione delle tipicità locali, Internet: sono queste le risorse che possono creare una nuova economia, dare lavoro ai giovani nel nostro territorio e una qualità di vita migliore alle famiglie.

Servono persone serie, affidabili e moderne. Enrico Di Giuseppantonio, candidato Presidente del Centrodestra, è la persona giusta per cambiare le cose in Provincia di Chieti.

Io sono candidato a consigliere provinciale con il POPOLO DELLA LIBERTA' nel collegio di Arielli, Canosa Sannita, Crecchio, Filetto, Giuliano Teatino, Orsogna e Poggiofiorito.

Sono pronto a lavorare per dare forza al nostro territorio nell'Amministrazione della Provincia di Chieti.

Grazie per la TUA fiducia.

Fabrizio MONTEPARA
candidato consigliere alla Provincia di Chieti
per il POPOLO DELLA LIBERTA'
con Enrico Di Giuseppantonio Presidente

mercoledì 20 maggio 2009

Vota PDL, scegli Fabrizio MONTEPARA

una Provincia di Chieti
più moderna
più utile
più vicina a te.

Costruiamola insieme.

vota PDL
scegli Fabrizio MONTEPARA

candidato per il POPOLO DELLA LIBERTA'
con Enrico Di Giuseppantonio Presidente
nel collegio di Arielli, Canosa Sannita, Crecchio, Filetto, Giuliano Teatino, Orsogna e Poggiofiorito.

venerdì 15 maggio 2009

Etica e impresa: per guardare oltre la crisi

Si svolge domenica 17 maggio alle ore 16.30 presso il Teatro Comunale di Orsogna il convegno:

Etica e impresa: per guardare oltre la crisi

Programma:

Saluti delle autorità:
- Alessandro D'Alessandro, sindaco di Orsogna
- Don Mario Persoglio, parroco di Orsogna
- Fabrizio Montepara, consigliere provinciale e vice presidente nazionale dell'Associazione "Città del vino"
- Giovanni Smargiassi, presidente provinciale Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti

Relazioni:
- Silvio Di Lorenzo, vicepresidente Honda Italia e presidente provinciale Confindustria
- Don Claudio Pellegrini, assistente ecclesiastico MLAC e ACLI, direttore ufficio pastorale diocesano per i problemi sociali e il lavoro
- Massimo De Maio, presidente nazionale Fare Verde Onlus

Interventi:
- Roberto Campo, segretario regionale UIL
- Giovanni Scanagatta, segretario nazionale Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti
- Fabiana Verzilli, responsabile unità operativa vigilanza ordinaria direzione provinciale del lavoro di Chieti
- Giuseppe Liberatoscioli, segretario diocesano Movimento Lavoratori di Azione Cattolica

Moderatore: Giacinto Tenaglia

giovedì 30 aprile 2009

Strade, turismo e imprese le priorità dell'Unione della Marrucina

Ammonta a 1.751.572 euro, di cui circa 220mila euro di entrate statali e regionali, il bilancio di previsione 2009 dell'Unione dei Comuni della Marrucina. Il documento contabile - approvato dal Consiglio dell'ente - investe sulla manutenzione delle strade, su iniziative organiche per la promozione del turismo nei Comuni di Arielli, Canosa Sannita, Filetto, Orsogna e Poggiofiorito, sull'ulteriore potenziamento dello Sportello unico per le attività produttive che semplifica le procedure alle imprese.
Una sinergia rafforzata dal Consiglio con l'approvazione di un unico piano di programmazione che fissa criteri e procedure condivisi per il rilascio delle autorizzazioni alla somministrazione di alimenti e bevande (il piano è già operativo per quattro Comuni, Orsogna si aggiungerà entro un paio di mesi dopo un esame delle diverse esigenze nelle varie zone del paese). Approvato anche il nuovo regolamento del corpo di Polizia locale.
«Il bilancio 2009 - ha spiegato l'assessore delegato, Fabrizio Montepara - ha un'impostazione prudente, in attesa di verificare l'evoluzione della normativa sulle autonomie locali e sul federalismo fiscale, nonché l'erogazione di fondi da Stato e Regione. Ma conferma fino in fondo la scelta dell'associazionismo tra i nostri cinque paesi, che le indicazioni di Governo e Parlamento rendono obbligatoria per la gestione dei servizi nei Comuni sotto i tremila abitanti».
Il sindaco di Arielli, Sandro Spella, ha auspicato che la Marrucina possa diventare «un unico grande Comune, senza il quale le nostre comunità avranno un futuro difficile». Una riflessione condivisa dal presidente della Giunta dell'Unione, Aldo Nanni (sindaco di Canosa Sannita). Per il consigliere Tommaso Valerio (Orsogna) «bisogna credere di più nell'Unione dei Comuni e, ancora prima di pensare a una fusione, pianificare insieme lo sviluppo del territorio e condividere più servizi».
Per il presidente del Consiglio dell'ente, Nicolino D'Alessandro, sindaco di Filetto, il ruolo delle Unioni non è stato ancora affrontato dalla politica e la scarsa attenzione dei partiti non ne aiuta lo sviluppo.

giovedì 12 febbraio 2009

Orsogna: antenne, ecco la verità

A pochi mesi dalle elezioni amministrative, c'è chi cerca di mettersi in mostra e di fare un po' di allarmismo sulle antenne per la telefonia mobile. Un comitato, che dice di volere Orsogna «viva», utilizza un manifesto funebre (una trovata scontata, trita e ritrita, di dubbio gusto) che, nei fatti, danneggia l'immagine di questo paese. «Dopo lunga e sofferta agonia viene a mancare il centro storico di Orsogna» è una banalità che offende per primi i residenti e i commercianti del centro storico. Oltre a essere una fesseria. Nelle case sono stati distribuiti volantini che mettono insieme luoghi comuni e, senza alcuna base scientifica, cercano di spaventare le persone agitando il rischio di malattie terribili. E' una strumentalizzazione vergognosa e inaccettabile in un paese civile.

La verità è un'altra.

Il 6 novembre scorso il Comune di Orsogna ha avuto ragione davanti al Tar contro il ricorso di Telecom Italia che voleva installare un'antenna a proprio piacimento. E' l'ennesima sentenza che ci vede vincere il braccio di ferro con diversi operatori di telefonia mobile che in questi anni hanno cercato di piazzare gli impianti in maniera più o meno selvaggia. Abbiamo difeso in tutte le sedi il diritto della nostra comunità a far rispettare le proprie norme, a consentire l'installazione di nuove tecnologie, ma secondo le regole che ci siamo posti – supportate da dati scientifici e analisi tecniche – e che stiamo inserendo in un apposito regolamento.
Questo nostro atteggiamento di attenta tutela della comunità, non ideologico (perché le norme e il buonsenso non ci consentono di vietare le antenne, altrimenti nessuno di noi potrebbe più utilizzare il telefonino), si cerca ora di dipingerlo in modi stranissimi, con la solita demagogia. Orsogna non ha bisogno di scimmiottare la parte peggiore della politica, le risse da quattro soldi, le solite furberie, le bugie con le gambe corte.

Riteniamo opportuno, pertanto, ricostruire un quadro preciso della vicenda, in modo che tutti possano farsi un'opinione.

1) Orsogna è stato uno dei primi Comuni in Italia a porsi l'esigenza di regolamentare l'installazione delle antenne di telefonia mobile: già nel 2000 l'amministrazione comunale ha individuato un terreno di proprietà comunale e, variandone la destinazione d'uso nel Piano regolatore, lo ha adibito a servizio pubblico per la telefonia mobile.
2) La tecnologia di telefonia mobile Umts, con i servizi aggiuntivi che offre (a partire da una connessione mobile a Internet più veloce, adeguata ai tempi e alle esigenze di famiglie e aziende), ha una potenza di emissione più bassa rispetto alla precedente tecnologia Gsm/Gprs e ha, dunque, bisogno di siti idonei nel centro abitato. Per questo, il Consiglio comunale ha nominato una Commissione consiliare incaricata di redigere il nuovo Regolamento delle antenne e di individuare nuovi siti, sulla base di studi scientifici e analisi tecniche.
3) I tecnici incaricati, dopo una lunga fase di verifiche e misurazioni (oltre 300!), hanno redatto una bozza di piano, individuando i siti idonei per l'installazione di antenne di telefonia mobile nel centro abitato. Si tratta di siti di proprietà comunale: il Centro polivalente e il Palazzo di Giustizia.
4) Il presidente della Commissione consiliare, nonché vice sindaco, ha tenuto i rapporti con le compagnie telefoniche, unitamente ai tecnici incaricati. La Legge regionale prescrive, infatti, che è necessario acquisire il programma di investimento che le compagnie telefoniche intendono adottare nel territorio. Il vice sindaco ha inviato a Telecom Italia una lettera in cui dava l'assenso a presentare il progetto. Perché lo ha fatto? Perché un consigliere comunale di minoranza, in una seduta della Commissione consiliare, aveva chiesto i dati di emissione dell'antenna Telecom e perché, comunque, la Commissione aveva dato parere favorevole, anche se ancora da perfezionare ufficialmente. Invitare a presentare un progetto, per poterlo analizzare e discutere, non significa autorizzare l'installazione di un'antenna, come ben ha indicato il Tar Abruzzo, ritenendo il ricorso della società di telefonia "palesemente infondato".
5) I siti sono stati poi individuati con il parere favorevole di tutta la Commissione.
6) Come detto, la nuova tecnologia della telefonia mobile e le norme che la disciplinano impongono che le antenne stiano nel centro abitato. Noi vogliamo regolamentare tutto questo, non vogliamo che si ripeta ciò che è accaduto a Guardiagrele, dove l'antenna sarà installata su un fabbricato privato, dopo che il Comune ha perso la causa al TAR contro Telecom Italia. O forse quelli che si agitano vogliono proprio questo? Dovete sapere, cari cittadini, che due compagnie di telefonia mobile avevano individuato due abitazioni private sulle quali installare le antenne, una in un vico di Via Adriatico e l'altra in Via Raffaele Paolucci. Noi siamo riusciti a farli desistere e stiamo regolamentando l'intera materia in modo che siano installate su edifici pubblici: in tal modo i fondi derivanti dagli affitti finiranno nel bilancio comunale e, quindi, andranno a beneficio di tutti gli orsognesi, non solo di alcuni.
7) Fare un apposito regolamento e individuare nuovi siti per installare le antenne significa risolvere con intelligenza e lungimiranza questa situazione. L'alternativa "rivoluzionaria" sarebbe di RINUNCIARE TUTTI AL TELEFONINO. Allora, effettivamente, non ci sarebbe bisogno delle antenne. In realtà, spesso coloro che tanto si agitano e parlano di inquinamento elettromagnetico sono i primi a passare le giornate con l'orecchio attaccato al telefono cellulare.

Tra l'altro, i cittadini di Orsogna devono sapere che queste persone che tanto si agitano e si sono autonominate alla testa di un comitato, nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro a un partito politico durante il quale hanno cercato di barattare le 800 firme raccolte per proporsi come sindaco, assessori e consiglieri per le prossime elezioni comunali, tentando di contrattare posti secondo le vecchie regole del manuale Cencelli. Sorge allora spontaneo il dubbio che si stia facendo tutto questo baccano per motivi assai diversi dall'effettivo interesse per la salute dei cittadini.

Grazie per l'attenzione.
Il Sindaco, Alessandro D'Alessandro,
e l'Amministrazione comunale di Orsogna

lunedì 19 gennaio 2009

Ecco la nuova Giunta regionale d'Abruzzo

Queste le deleghe amministrative assegnate dal presidente della Regione con proprio decreto.
GIOVANNI CHIODI, presidente, mantiene per sé: Politiche regionali di cooperazione interistituzionale; affari della Giunta regionale; Attività internazionali; Legislativo; Coordinamento e supporto, Affari generali e Bura; Attività di collegamento con Ue a Bruxelles; Delegazione di Roma; Programmazione e sviluppo, statistica; Politiche nazionali per lo sviluppo; Pianificazione territoriale, programmi complessi nazionali e regionali delle Aree urbane; Politica energetica, qualità dell'area e Sina; Tutela, valorizzazione del paesaggio e valutazione ambientale; Conservazione della matura e Ape; Assistenza legale,consulenza e attività amministrative per l'ambiente e il territorio; Sussidiarietà; Stampa; Avvocatura regionale.
ALFREDO CASTIGLIONE: Sviluppo economico e Vicepresidente.
CARLO MASCI: Bilancio; Riforme istituzionali; Enti Locali; Attività sportive.
ANGELO DI PAOLO: Lavori pubblici, servizio idrico integrato; Gestione integrata dei bacini idrografici; Difesa del suolo.
DANIELA STATI: Protezione civile; Ambiente. 
FEDERICA CARPINETA: Risorse umane e strumentali. 
GIANDONATO MORRA: Trasporti e mobilità; Viabilità; Demanio e catasto stradale; Sicurezza stradale. 
MAURO DI DALMAZIO: Sviluppo del turismo; Politiche culturali. 
LANFRANCO VENTURONI: Politiche della salute. 
MAURO FEBBO: Politiche agricole e di sviluppo rurale, forestale, caccia e pesca. 
PAOLO GATTI: Politiche attive del lavoro; Formazione e istruzione; Politiche sociali.

mercoledì 7 gennaio 2009

Torna lu Lunarije de Cchjiete: un calendario all’insegna di allegria, proverbi e tante ricette (IL MESSAGGERO)


Un modo per percorrere, vivere, ricordare 365 giorni; un modo per portare per case, famiglie e scuole un po' di calore e di allegria con i disegni di Passe Partout (Gianfranco Tartaglia) e poi storielle, proverbi, indovinelli, ricette, curiosità, la sapienza della gente, profezie, tanto buonumore, il tutto in rigoroso dialetto abruzzese. Questo assieme è lu "Lunarjie di Cchjiete" (calendarie astrologiche abruzzese), giunto alla 21° edizione che quest'anno celebra un inno all'amore. E' stato presentato e illustrato ieri in Provincia con indomita passione dall'ideatore e autore Mario D'Alessandro detto lu Barone e dal poliedrico presidente del Centro studi Aics "D. Spezioli" Ugo Iezzi. All'appuntamento - nutrita la presenza di un pubblico affezionato - è intervenuto il vice presidente nazionale dell'Associazione città del vino Fabrizio Montepara con il coordinatore regionale Nicola Mincone e il presidente cittadino Gianni Di Paolo.

Torna lu Lunarjie, detti e pillole di saggezza popolare (IL CENTRO)


Ecco la 21ª edizione del calendario astrologico abruzzese illustrato da Passepartout

CHIETI. Lu Lunarjie di Cchjiete celebra la 21ª uscita e già si prenota quella del 2010. «Un appuntamento che ricorre, come ogni anno, il giorno della Befana. Manifestazione d’amore per mia madre, che quest’anno compirebbe 103 anni» confida Mario D’Alessandro, narratore de lu calendarie astrologgiche abbruzzese.
Come nelle edizioni passate, il lunario racconta in vernacolo il patrimonio folkloristico e gastronomico locale. «E’ una storia della nostra cultura. Contro la globalizzazione, le peculiarità locali sono vita per il turismo oltre che per l’identità individuale e sociale» commenta Fabrizio Montepara, vice presidente nazionale dell’associazione Città del vino, che compie anch’essa 21 anni. «Come associazione appoggiamo iniziative simili perché, oltre al vino, la terra offre sapori, profumi e colori altrettanto importanti. Tracce che non vanno perdute».
«Un veicolo per le cose buone dell’Abruzzo, un compagno di viaggio per l’anno appena cominciato, e che presto approderà anche sul web: www.degustibusonline.it si chiamerà la pagina che sarà attivata fra qualche giorno» anticipa l’ideatore del calendario Ugo Iezzi. Insomma, per una perla di saggezza dei nostri nonni bisognerà ancora maneggiare il calendario su carta illustrato ironicamente da Passepartout. E se a lu dduemile e nove, ce vò l’eure ma’n se trove, niente paura, perché a dispensare detti e suggerimenti popolari si può attingere a lu stròleghe à dette. Appuntamento ogni primo del mese per rinnovare la ricette, rubrica che a gennaio propone cepolle de lu cafone e continua con un piatto ricco a febbrare: fasciule a curalle nghe le scorce. A’ state n’anne biseste e mmaledette, quelle che se n’à jite e c-i-à lassàte, à scattate na mucchie de manette, pè mette fine a tante birbantate comincia la canzone de ll’anne, che poi prosegue a quattro versi fino a dicembre. Lu pruverbie de lu mese, lu ’nduvenelle, l’usanze, Tatòne dicève, l’Abbruzze de le mejje cose, la lune de lu mese e addò stà le pianete insieme a beati, santi, luna e feste per allietare il tempo che passa. Magari accompagnato da un sorriso che nasce. (d.z.)

mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale!

mercoledì 17 dicembre 2008

1.551 GRAZIE!

E' stata una campagna elettorale bellissima quanto difficile e si è chiusa con la vittoria di Gianni Chiodi. Obiettivo raggiunto! Per quanto mi riguarda, non sono stato eletto consigliere regionale, ma i consensi ottenuti, con un sostegno fortissimo del territorio lungo l'asse della Marrucina, sono un segnale di fiducia che non intendo affatto deludere né disperdere.
L'impegno continua, forse ci sarà qualche sorpresa positiva a breve. Vedremo, nel caso ve la comunicherò senz'altro in anteprima.
Intanto grazie, grazie a tutti. A coloro che mi hanno sostenuto espressamente con il loro voto, ma anche a quanti mi hanno manifestato stima, rispetto e affetto, anche quando politicamente eravamo su posizioni diverse. Al di là della politica in senso stretto, rimangono i rapporti umani e in questa elezione per me sono stati la parte più importante.
Il blog continua, seguitemi. E anche la straordinaria esperienza su Facebook resterà per me un luogo di incontro privilegiato.
Ciao
Fabrizio

sabato 13 dicembre 2008

Dai forza al tuo territorio, vota Fabrizio MONTEPARA... perché c'è un Abruzzo migliore

A cavallo sulla Gustav

Segnalo questa bellissima iniziativa, un avvincente viaggio a cavallo di 250 km tra Ortona e Minturno, dall'Adriatico al Tirreno, tra storia e natura che si terrà il prossimo maggio.
L'idea di scegliere la linea Gustav, che nel 1944 divise in due parti l'Italia, è promossa da CRETE GIALLE, tenuta di campagna di Cervaro, con la collaborazione dell'Università degli studi di Cassino e il Comune di Cassino.
E' una di quelle iniziative che possono inserirsi a pieno titolo nelle Strade del Vino, la cui istituzione intendo proporre al Consiglio regionale come vice presidente nazionale dell'associazione Città del Vino e, se i cittadini mi daranno fiducia, come consigliere regionale.

venerdì 12 dicembre 2008

L'alternativa al Centro (petr)Oli: le Strade del vino

Se sarò eletto consigliere regionale per la lista civica «Rialzati Abruzzo», la seconda proposta di legge che presenterò (dopo quella che prevede la riduzione dell'indennità dei consiglieri) sarà destinata al riconoscimento delle «Strade del vino», un'occasione moderna ed ecocompatibile per la crescita e il benessere reale di territori come quelli della provincia di Chieti e di altre aree abruzzesi, dove la vera ricchezza è rappresentata dalla produzione del vino, dall'artigianato e dalle tipicità locali, legati tra loro da una robusta rete di servizi.
Le Strade del vino sono, infatti, percorsi segnalati e pubblicizzati, lungo i quali insistono valori naturali, culturali e ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole. Sono lo strumento attraverso il quale i territori vinicoli e le relative produzioni possono essere divulgati e commercializzati in forma di offerta turistica, creando una filiera che va dalle aziende del vino e dell'olio agli agriturismo, agli artigiani, a quella rete di servizi turistici e culturali che passano anche per Internet e che possono rappresentare un'occasione per giovani intraprendenti.
In Abruzzo manca una legge regionale attuativa della normativa quadro nazionale (la legge n. 268 del 1999), che consenta alle imprese che si occupano di agricoltura e turismo di accedere ai finanziamenti e alle agevolazioni previsti dallo Stato. Da noi questi percorsi, pur segnalati, sono rimasti sulla carta.
In altre regioni le Strade del vino sono state attuate grazie al sostegno delle istituzioni e hanno portato ricchezza all'intero territorio. Sono state messe in rete le risorse umane, i servizi, la qualità del prodotto e la qualità ambientale. In questo modo le aree rurali non si limitano a offrire solo folclore, ma cercano di presentare qualcosa di più, con un'imprenditorialità che guarda nuovamente alle origini.
E' proprio in un momento di grande difficoltà per l'economia e di grande smarrimento circa il futuro, che le istituzioni devono sostenere gli unici settori, tra loro collegati, che possono far crescere l'Abruzzo, ovvero l'agricoltura di qualità e il turismo ecocompatibile. Pensiamo, ad esempio, al territorio Ortonese, Frentano e della Majella, che in pochissimi chilometri può offrire una concentrazione irripetibile di mare, montagna, parchi, colline, vino e olio di livello internazionale, artigianato (penso ad esempio alla lavorazione del ferro di Guardiagrele), servizi e un'offerta culturale che va soltanto messa in rete e valorizzata.
L'associazione Città del Vino (www.cittadelvino.com), della quale sono vice presidente nazionale, ha incentivato nella nostra regione la collaborazione tra Comuni, altri enti locali e aziende, con risultati pregevoli, riconoscimenti in Italia e all'estero per i nostri vini. Se i cittadini della provincia di Chieti me ne daranno la possibilità, porterò questo «Abruzzo migliore» in Consiglio regionale.

Fabrizio MONTEPARA

giovedì 11 dicembre 2008

Contro il Centro Oli, da Montepara un anno di impegno e di coerenza

Poiché la battaglia di civiltà contro il Centro Oli di Ortona lascia perplessi i cittadini sulla strumentalità o meno delle posizioni assunte dai candidati al Consiglio regionale, allego una serie di articoli apparsi sul quotidiano Il Centro. Leggendoli, potete verificare che il mio impegno su questo problema parte in tempi in cui non si immaginava neppure lontanamente che ci sarebbe stata una campagna elettorale per la quale mi sarei candidato, e che la mia posizione non si è modificata di un millimetro.
Mi permetto di dire che non siamo proprio tutti uguali, e che forse c'è qualcuno più affidabile degli altri.

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Solidali con Ortona, ma no agli idrocarburi

il Centro — 29 settembre 2007 pagina 07 sezione: CHIETI

TOLLO. E’ un diniego chiaro e forte al centro oli dell’Eni, che a cavallo delle contrade ortonesi di Savini e Lazzaretto chiede di costruire l’impianto per estrarre petrolio e metano dal pozzo “Miglianico 2”. Il secco “no” è ribadito in un documento dei sindaci delle “Città del vino”, una quindicina riuniti in municipio il 20 settembre sotto la presidenza del coordinatore regionale Fabrizio Montepara. «Siamo innanzitutto solidali con il Comune di Ortona», spiega Montepara, «che dovrà decidere se aprire la strada al centro oli con una variante al piano regolatore oppure chiudere la partita con un voto contrario in consiglio comunale. Ma sia chiaro che in quanto comuni riuniti sotto la condivisa vocazione allo sviluppo vitivinicolo, agroalimentare e agrituristico, non potevamo non mettere in guardia sulle controindicazioni di una scelta basata sugli idrocarburi». Montepara sposta quindi l’obiettivo su Provincia e Regione, «la cui ambiguità in assenza di una presa di posizione ufficiale, al di là della contrarietà espressa dagli assessori Franco Caramanico e Marco Verticelli, ha di fatto lasciato la patata bollente nelle mani di Ortona». [...]


«Un'alternativa al Centro oli»
il Centro — 24 gennaio 2008 pagina 04 sezione: CHIETI

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Parole forti sul versante politico vengono dal livello nazionale di “Città del vino”. Fabrizio Montepara, orsognese e vice presidente, spiega senza mezzi termini che «la Regione deve prendere una posizione inequivocabile, se è vero che da una parte l’assessorato all’ambiente si è espresso per il no al Centro oli in relazione al Parco della costa e dall’altra il presidente Ottaviano Del Turco continua a sostenere la costruzione dei pozzi. In mezzo c’è il consiglio regionale che ha invitato presidente e giunta a fermare le bocce e esaminare a fondo il problema, per cui Del Turco dovrebbe assumersi le responsabilità imposte dal ruolo di presidente e fare la sintesi delle posizioni. Altrimenti non se ne esce. Città del vino non è bastian contrario», conclude, «ma se la questione verte sulla sete nazionale di energia, allora discutiamo su tutte le alternative possibili».


Città del Vino, oggi l'incontro con Napolitano la delegazione con una lettera sul Centro oli
il Centro — 25 febbraio 2008 pagina 07 sezione: REGIONE

PESCARA. «E’ per questo motivo che Le rivolgiamo sommessamente l’invito ad occuparsi della vicenda ed a tentare di scongiurare l’insediamento petrolifero nell’ortonese, Provincia di Chieti in Abruzzo, nel convincimento altresì che il conseguimento di una ricchezza, quale l’approvvigionamento delle petrolio certamente è, non può avvenire a danno di una ricchezza già esistente e della salute dei cittadini». E’ il passaggio centrale della lettera che oggi la delegazione abruzzese delle Città del Vino consegneranno al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione di un incontro al Quirinale con gli esponenti nazionali dell’associazione. «In occasione della graditissima visita al Quirinale» si legge nella lettera, «noi coordinamento regionale abruzzese nelle persone dei sottoscritti Fabrizio Montepara, vice presidente nazionale, Nicola Mincone, coordinatore regionale, Antonio Di Biase, ambasciatore delle Città del Vino, unitamente al presidente nazionale Valentino Valentini, Ci onoriamo di offrirLe in dono del buon vino Montepulciano d’Abruzzo, prodotto da Aziende affermate a livello nazionale ed internazionale, frutto della storia e cultura enologica dell’Abruzzo». Nella lettera si pongono dubbi sulla realizzazione del Centro oli previsto dall’Eni in località Feudo a confine tra i comuni di Ortona, Tollo, e Francavilla. Impianto per l’estrazione del petrolio. «Le dobbiamo rappresentare, con imbarazzo», scrivono i delegati abruzzesi delle Città del Vino, «la preoccupazione che in questi giorni attanaglia i produttori e le aziende vitivinicole abruzzesi, nonché la popolazione tutta. Infatti sta per realizzarsi ad opera dell’Eni, un insediamento per la estrazione del petrolio e la realizzazione di un Centro Olii, in una delle zone più produttive e vocate chietino ortonese che rischia di compromettere per sempre la produzione di ottimi vini che, dopo secoli di storia, fatiche, sacrifici, oggi, grazie all’evidenza del Montepulciano d’Abruzzo, sta raggiungendo il successo sperato. L’insediamento petrolifero risulta nocivo non solo per l’economia vitivinicola, turistico-ricettizio, ma anche per la salute e l’ambiente». La lettera si conclude con un invito al Presidente Giorio Napolitano in Abruzzo nei territori del Montepulciano «in modo da poter accertare quali tesori rischiamo di perdere». (m.p.)


«Città del vino»: mai il Centro oli
il Centro — 26 febbraio 2008 pagina 05 sezione: CHIETI

ORSOGNA. Le “Città del vino” manifestano al presidente della Repubblica in persona il dissenso nei confronti dell’impianto, il Centro oli, che l’Eni vorrebbe costruire a nord di Ortona, ai confini con Tollo e Miglianico. Ieri pomeriggio i vertici dell’associazione che riunisce i centri dell’eccellenza vinicola italiana sono stati ricevuti al Quirinale da Giorgio Napolitano. Col presidente Valentino Valentini, sindaco di Montefalco nel Perugino, c’era anche il vice Fabrizio Montepara. «Al presidente» della Repubblica», commenta Montepara appena uscito dalla Sala degli specchi, «abbiamo illustrato il potenziale danno all’ambiente che l’impianto dell’Eni causerebbe in un territorio da decenni vocato, per fattori naturali e scelte politiche, alla produzione di grandi vini». «Un circuito virtuoso su cui si innesta un indotto di prodotti agroalimentari tipici e una vera e propria industria del turismo che sta sorgendo su presupposti di un paesaggio di grande pregio». Al capo dello Stato è stata spiegata la ragione del No al Centro oli sulla scorta della analoga esperienza della Val d’Agri. «In Lucania i sindaci ci hanno testimoniato di un territorio già compromesso», spiega Fabrizio Montepara, vice sindaco di Orsogna, «con la beffa di un inesistente ritorno, o compensazione, sul piano economico. La stessa sorte attende, ce ne siamo convinti fin dalla presentazione del progetto, anche all’Ortonese e in generale quella zona dell’alto Chietino che risulta la più produttiva in Italia in fatto di uve da vino». L’associazione porta dati incontrovertibili sul rapporto tra successo dei marchi di pregio e immagine del territorio di coltivazione e vinificazione. «Un’indagine presentata a Montalcino», spiega Montepara, «evidenzia che l’affermazione di un vino poggia prima sul buon nome del contesto di provenienza che sulla qualità intrinseca del prodotto. Nel caso di Montepulciano e Trebbiano, i nostri brand di punta, il danno sarebbe doppio, sul piano tanto ambientale quanto dell’immagine». L’udienza al Quirinale viene nel giorno del secco diniego all’impianto petrolifero espresso ancora una volta da Marco Verticelli, l’assessore regionale all’agricoltura che propone una delocalizzazione in una zona industriale dell’impianto a fortissimo impatto ambientale per salvare la patria del Montepulciano e salvaguardare la salute dei cittadini, oltre che la florida economia di una vasta zona che dà lavoro a migliaia di famiglie. «A questo punto», constata Montepara, «rimane il solo presidente Ottaviano Del Turco a sostenere l’iniziativa dell’Eni. A lui e all’amministrazione comunale di Ortona ci rivolgiamo perché facciano un passo indietro». Secondo ricerche attendibili, l’area interessata dall’inquinamento si estenderebbe, includendo la stessa Maiella, su un raggio di 70 chilometri dai pozzi e dall’oleodotto previsto fino al porto, dove il greggio verrebbe imbarcato alla volta delle raffinerie. A rischio sarebbe anche l’istituendo Parco nazionale della costa teatina, nei cui confini rientra anche l’area su cui stanno sorgendo i pozzi petroliferi, accreditati di una produzione di 7mila barili all’anno. Francesco Blasi


Il Centro oli fa paura, dibattito in piazza
il Centro — 13 luglio 2008 pagina 05 sezione: CHIETI

ORSOGNA. Il Centro oli fa paura, anche dopo la legge regionale che ha fermato l’insediamento di nuovi impianti sull’onda della protesta partita dal territorio del Montepulciano, il distretto che produce il 70% dei vini abruzzesi. La tesi è il pericolo incombente in un raggio di quasi cento chilometri dal pozzo “Miglianico 2” dell’Eni in allestimento nell’Ortonese a ridosso di Tollo e Miglianico, comprensorio che comprende il parco nazionale della Maiella e il parco nazionale della costa teatina. In piazza Mazzini stasera, alle 21, si discuterà dell’impatto dei pozzi. Organizzato da Unione dei comuni della Marrucina, proloco orsognese, comitato Emergenzambiente Abruzzo, comitato Natura Verde e Cantina sociale di Orsogna, il dibattito prenderà spunto dagli interventi scientifici cui ha lavorato Luigi Cerretano, vice presidente di proloco. Parleranno la scienziata Maria Rita D’Orsogna, docente alla California state university, il vulcanologo della D’Annunzio Francesco Stoppa e il presidente di Wwf Abruzzo Dante Caserta. «Temiamo un calo di tensione dopo la legge regionale, che non ha affatto chiuso la partita», spiega Fabrizio Montepara, vice sindaco e numero due nazionale del circuito “Città del vino”. «Non vorremmo che passasse la necessità di estrarre petrolio con il pretesto dell’impennata dei prezzi del greggio, qui l’economia di parchi, agricoltura d’eccellenza e turismo si scioglierebbe come neve al sole». (f.b.)


Centro oli, il «no» della Città del vino
il Centro — 21 ottobre 2008 pagina 54 sezione: CRONACA

ORTONA. L’assemblea nazionale dell’associazione Città del vino si è pronunciata contro la realizzazione del Centro Oli Eni di Ortona e di altri impianti analoghi su territori a vocazione vitivinicola. Durante la convention d’autunno dell’associazione, a Castigliole d’Asti (Asti), l’assemblea ha approvato la relazione presentata sul Centro oli dal vice presidente nazionale delle Città del vino, Fabrizio Montepara , vice sindaco di Orsogna. «Ho chiesto all’assemblea di dare un segnale forte e chiaro» spiega Montepara, «su una vicenda che rischia di danneggiare gravemente l’immagine del nostro comprensorio e le prospettive dell’economia legata alla produzione del vino, che oggi avviene in un ambiente e un paesaggio in grado di valorizzarla. Il futuro dell’area Ortonese e Marrucina e dell’Abruzzo non sono gli idrocarburi. La risorsa da sfruttare non è il petrolio. La ricchezza dell’Abruzzo e dell’Italia è l’Italia stessa, la bellezza del suo paesaggio, delle colline come quelle su cui si vorrebbe far sorgere il Centro oli». Secondo il vice presidente delle Città del vino, «bisogna puntare sul turismo legato all’enogastronomia. Il Centro oli, ancora prima di essere realizzato, sta già frenando gli investimenti per lo sviluppo dell’agricoltura, degli agriturismo e dell’enogastronomia. Anche per quanto riguarda la produzione di energia» prosegue Montepara, «è evidente che per l’Abruzzo non é il petrolio la strada da perseguire, ma le altre fonti alternative, naturali ed ecocompatibili». Tra le proposte fatte proprie dall’assemblea - composta da centinaia di sindaci e altri amministratori locali di tutta Italia - Montepara ha sottolineato la necessità di recuperare un coordinamento forte per il turismo a livello nazionale: «Non è possibile» dice «che ciascuno faccia a modo suo, indebolendo di fatto la nostra presenza sul mercato internazionale». Ha poi proposto di abbassare dal venti al dieci per cento l’Iva sui servizi turistici, come avviene in altri Paesi europei, per favorire la competitività dell’offerta italiana. Altra proposta è di investire su corsi per formare gli operatori del settore a una corretta e professionale accoglienza dei turisti.